Verifica rottura utensili

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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda Fiveaxis » mercoledì 4 gennaio 2017, 10:49

L'idea del peso è intelligente...Oppure, sistema un pochino più complicato, potreste "fotografare" il pezzo finito e valutarne la forma (e volendo anche le tolleranze).

Verificando però le rotture utensili a pezzo finito, rimane un problema: la rottura degli utensili a "cascata". (Esempio: se rompo la punta che esegue un preforo, romperò anche il maschio che dovrebbe eseguire il filetto in quel preforo!).

Bel problema! #-o #-o #-o
Buon lavoro
La macchina conta...ma la differenza la fa il "manico"!

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da eBay » venerdì 20 gennaio 2017, 12:56


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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda billielliot » mercoledì 4 gennaio 2017, 15:25

Ciao,

da non esperto aggiungo i miei due centesimi alla discussione: un modo "semplice" per rilevare la rottura in tempo reale potrebbe essere quello di esaminare le vibrazioni.

Tutte le macchine utensili creano vibrazioni. Alcune vibrazioni possono essere considerate normali. Altre NON sono considerate normali tipo cuscinetti a fine vita o masse sbilanciate.

Un semplice sistema per sentire alcune di queste vibrazioni consiste nell'usare un cacciavite come stetoscopio, come farebbe un medico per auscultare il cuore di un paziente.

Nel vostro caso un utensile sano avra' una sua vibrazione caratteristica durante la lavorazione. Nel momento in cui dovesse avvenire una rottura, si avrebbe una vibrazione "discorde" da quella normalmente generata dall'utensile (come uno strumento che stona).

Poiche' e' impensabile che un menutentore/operatore passi la giornata ad auscultare l'utensile usando un cacciavite appoggiato all'orecchio, potreste affidare questo esame ad uno strumento tipo questo.

Un altro strumento simile: Hand-Held Vibration Meters VMxx Series. Qui il manuale in inglese del modello 25, che potete consultare anche solo per trarre spunti o approfondire.

In entrambi i casi i dati possono anche essere scaricati su PC per esaminarli con comodo. L'accelerometro andrebbe fissato all'utensile ma con un cambio automatico e' impensabile. Penso che fissando l'accelerometro alla torretta portautensili dovreste comunque essere in grado di rilevare la rottura.

Rimane il problema dei collegamenti elettrici che vanno dall'accelerometro allo strumento.

Io non sono in grado di aiutarvi nella scelta dello strumento di misura ma a mio avviso questa e' la soluzione che piu' si addice al vostro problema.

Ciao :-)

Mauro
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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda AleBG » sabato 7 gennaio 2017, 12:47

Fiveaxis ha scritto:L'idea del peso è intelligente...Oppure, sistema un pochino più complicato, potreste "fotografare" il pezzo finito e valutarne la forma (e volendo anche le tolleranze).

Verificando però le rotture utensili a pezzo finito, rimane un problema: la rottura degli utensili a "cascata". (Esempio: se rompo la punta che esegue un preforo, romperò anche il maschio che dovrebbe eseguire il filetto in quel preforo!).

Bel problema! #-o #-o
Buon lavoro


Avevamo pensato anche all'idea della fotografia, ma data la presenza dell'olio che inganna, il rotolamento del pezzo nel nastrino e le conseguenti migliaia di angolazioni e forme diverse, sarebbe impensabile delegare l'analisi di correttezza o rottura ad una macchina. Nessun dispositivo presente sul mercato riuscirebbe a darci tale controllo (almeno nulla che abbiamo valutato con prezzi umani) #-o

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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda AleBG » sabato 7 gennaio 2017, 12:51

billielliot ha scritto:Ciao,

da non esperto aggiungo i miei due centesimi alla discussione: un modo "semplice" per rilevare la rottura in tempo reale potrebbe essere quello di esaminare le vibrazioni.

Tutte le macchine utensili creano vibrazioni. Alcune vibrazioni possono essere considerate normali. Altre NON sono considerate normali tipo cuscinetti a fine vita o masse sbilanciate.

Un semplice sistema per sentire alcune di queste vibrazioni consiste nell'usare un cacciavite come stetoscopio, come farebbe un medico per auscultare il cuore di un paziente.

Nel vostro caso un utensile sano avra' una sua vibrazione caratteristica durante la lavorazione. Nel momento in cui dovesse avvenire una rottura, si avrebbe una vibrazione "discorde" da quella normalmente generata dall'utensile (come uno strumento che stona).

Poiche' e' impensabile che un menutentore/operatore passi la giornata ad auscultare l'utensile usando un cacciavite appoggiato all'orecchio, potreste affidare questo esame ad uno strumento tipo questo.

Un altro strumento simile: Hand-Held Vibration Meters VMxx Series. Qui il manuale in inglese del modello 25, che potete consultare anche solo per trarre spunti o approfondire.

In entrambi i casi i dati possono anche essere scaricati su PC per esaminarli con comodo. L'accelerometro andrebbe fissato all'utensile ma con un cambio automatico e' impensabile. Penso che fissando l'accelerometro alla torretta portautensili dovreste comunque essere in grado di rilevare la rottura.

Rimane il problema dei collegamenti elettrici che vanno dall'accelerometro allo strumento.

Io non sono in grado di aiutarvi nella scelta dello strumento di misura ma a mio avviso questa e' la soluzione che piu' si addice al vostro problema.

Ciao :-)

Mauro


Grazie Mauro, in effetti è un bel sistema, potrebbe essere interessante, ma anche qui (oltre a quelli da te già citati) nascerebbero altri inconvenienti. Durante la lunga fase di non presidio della macchina, l'analisi delle vibrazioni in tempo reale sarebbe da delegare ad un sistema in grado di analizzarla ed interagire con la macchina fermandone il lavoro. Per questo principale motivo cerco una soluzione che si interfacci con Citizen, perchè deve agire sulla macchina, automaticamente.
Grazie però della brillante risposta, effettivamente non avevamo valutato la via delle vibrazioni!
Ciao, Alessandro.

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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda Fiveaxis » lunedì 9 gennaio 2017, 10:34

L'idea delle vibrazioni, come ha fatto notare Innaig qualche commento fa, è la soluzione adottata ormai da molti costruttori di macchine utensili, per controllare e non superare soglie di vibrazioni dannose per gli elettromandrini.

Il problema di fermare la macchina non mi sembra insormontabile...Alla peggio metti un relè che gli stacca la corrente :lol: !!!

Ora faccio un ragionamento: una vibrazione dovrebbe rappresentare un'oscillazione meccanica di una certa ampiezza ad una certa frequenza...Se non ho sbagliato a capire, la difficoltà che vedo io, da inesperto, è la taratura delle soglie di vibrazione.
Tale regolazione, potrebbe risultare un lavoro NON da poco, visto che in lavorazione puoi avere vibrazioni molto variabili.
Ora, controllare la soglia di vibrazione per un elettromandrino è già complicato ma, una volta stabilito, vale per qualunque situazione: utensile-lavorazione...
Nel caso del controllo di ogni singolo utensile la questione è più complessa: un conto è la vibrazione prodotta da una punta D 1 rotta che non taglia, altra cosa una vibrazione di un utensile a sagomare lungo 10 mm...
Tra l'altro suppongo che gli utensili più problematici siano quelli più piccoli e fragili, quelli in pratica che introducono meno vibrazioni! #-o
Vedo difficile rilevare una vibrazione di un utensile che esegue una gola da 1 mm quando non taglia più, provabilmente le vibrazioni della macchina in movimento sarebbero superiori ed andrebbero a "coprire" quelle dell'azione di taglio dell'utensile stesso. Quindi bisognerebbe introdurre un sistema differenziale che "annulli" il livello di vibrazione generato dagli organi in movimento della macchina. (Mandrino, torrette...etc).

In conclusione: il controllo delle vibrazioni è, teoricamente, un ottimo sistema tuttavia, dal lato pratico, richiede una lavoro di taratura immane...Di fatto, quasi infinito, visto che le condizioni di taglio e le tipologie di utensili, potenzialmente, possono essere sempre differenti.
Buon lavoro
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Re: Verifica rottura utensili

Messaggioda AleBG » venerdì 13 gennaio 2017, 21:45

Esatto, per quanto concerne le vibrazioni, dovrei analizzare l'andamento di utensili davvero piccoli che introducono vibrazioni minime, e non so nemmeno in che ordine di ampiezza si piazzerebbe un eventuale differenza tra rottura e normale carico di lavoro. Ammetto che nonostante l'idea sicuramente brillante, la risoluzione del problema tramite questa via risulta decisamente oltre le nostre capacità. Io credo che questo problema sarebbe facilmente ovviabile in fase di progettazione della macchina, mentre in fase di utilizzo la cosa si fa molto complicata.
Grazie ancora per tutte le idee, i pareri ed i consigli!
Alessandro


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