Grazie a tutti
PLC industriali
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PLC industriali
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Re: PLC industriali
Controllino è un'azienda austriaca (credo) che costruisce una serie di PLC di livello industriale programmabili in vari modi. Tra l'altro, se non sbaglio, può utilizzare le librerie di Arduino e offre (ad una cifra molto ragionevole) un servizio di AI di supporto alla programmazione. Certo non te li regalano ma tant'è...
Altra possibilità: LinuxCNC ha un PLC interno...In questo caso il costo è pari a zero (se hai già il PC adatto) o meglio: il costo è il tempo per "entrare" nel mondo linuxCNC. Questo però potrebbe essere un divertimento: dipende dai punti di vista.
Altra possibilità: LinuxCNC ha un PLC interno...In questo caso il costo è pari a zero (se hai già il PC adatto) o meglio: il costo è il tempo per "entrare" nel mondo linuxCNC. Questo però potrebbe essere un divertimento: dipende dai punti di vista.
La macchina conta...ma la differenza la fa il "manico"!
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Re: PLC industriali
Se vivi in Europa e vuoi approfondire il mondo della programmazione PLC, non puoi prescindere da Siemens.
Altri grandi marhi sono Rockwell, Mitshubishi, Schneider, Omron, B&R, ABB, Beckhoff...
Eviterei giocherelli fini a se stessi che non hanno sbocchi professionali, se non in minuscole nicchie di mercato.
P.S. il grafico è di qualche anno fa, ma è indicativo, sebbene si riferisca al mercato mondiale e non strettametne europeo.
Altri grandi marhi sono Rockwell, Mitshubishi, Schneider, Omron, B&R, ABB, Beckhoff...
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P.S. il grafico è di qualche anno fa, ma è indicativo, sebbene si riferisca al mercato mondiale e non strettametne europeo.
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- Fiveaxis
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Re: PLC industriali
Per giocare i "giocherelli fini a se stessi" vanno benissimo: costano poco e ti consentono di capire le logiche... 
Se poi si vuole fare le cose seriamente a scopo professionale, bhè ovvio che convenga orientarsi su prodotti "di riferimento".
Se poi si vuole fare le cose seriamente a scopo professionale, bhè ovvio che convenga orientarsi su prodotti "di riferimento".
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Re: PLC industriali
@ helfire.
Il tuo grafico è ancora attuale
@ fiveaxis
Penso di esplorare il mondo Mitsubishi. Utilizzo già i controllori Eaton e Siemens modello mini per applicazioni di tipo base e anche su consiglio di alcuni programmatori professionisti vorrei evitare di andare su Siemens. Sicuramente è un ottimo prodotto ma chi lo usa dice che se ti leghi a loro poi non hai possibilità di migrare agevolmente verso altri prodotti. In realtà cerco di capire quale prodotto è idoneo a fare piccole automazioni senza però tralasciare apetti importanti come gli ingressi analogici, il controllo assi, il PWM. Per dirne una. la serie easy della EATON ha tutte queste caratteristiche e costa veramente poco ma per il controllo assi si limita agli stepper. Credo che Mitsubishi sia leggermente più evoluta. Forse il mio ragionamento è limitato ma non essendo un programmatore professionista la vedo in questo modo
Il tuo grafico è ancora attuale
@ fiveaxis
Penso di esplorare il mondo Mitsubishi. Utilizzo già i controllori Eaton e Siemens modello mini per applicazioni di tipo base e anche su consiglio di alcuni programmatori professionisti vorrei evitare di andare su Siemens. Sicuramente è un ottimo prodotto ma chi lo usa dice che se ti leghi a loro poi non hai possibilità di migrare agevolmente verso altri prodotti. In realtà cerco di capire quale prodotto è idoneo a fare piccole automazioni senza però tralasciare apetti importanti come gli ingressi analogici, il controllo assi, il PWM. Per dirne una. la serie easy della EATON ha tutte queste caratteristiche e costa veramente poco ma per il controllo assi si limita agli stepper. Credo che Mitsubishi sia leggermente più evoluta. Forse il mio ragionamento è limitato ma non essendo un programmatore professionista la vedo in questo modo
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torn24
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Re: PLC industriali
Cera uno youtuber che per lavoro programma PLC, e poi si è cimentato con Arduino, e a suo dire non è molto diverso da quello che deve fare per lavoro. La parte importante è il programma, che sia semplice o complesso, tale resta sia in un sistema economico, che in un sistema di grandi produttori.
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Re: PLC industriali
Col cavolo che la parte importante è il programma.
La parte importante è tutto l'ecosistema che c'è intorno al PLC. Il programma è solo una parte e forse anche piccola.
Inoltre, ogni sistema ha le sue peculiarità che si riflettono inevitabilmente sullo stile della programmazione.
Ogni volta che scegli un sistema, ti porti dietro molte cose: il bus di campo di riferimento (profinet, ethercat, ethernet/ip, canopen, ...), l'ambiente di sviluppo con le mille particolarità, le procedure per configurare il PLC da zero, ecc...
Io provengo da Siemens e, attualmente, programmo in TwinCAT (Beckhoff). I due sistemi non potrebbero essere più differenti. Anche nello stile di programmazione.
In Siemens si programma essenzialmente in ladder o in AWL, in TwinCAT utilizziamo tantissimo il linguaggio SFC.
------------
Personalmente, (ma questo è un mio limite) non riesco a vedere la necessità di entrare nel mondo del PLC se non per lavoro. Al di fuori del mondo del lavoro ci sono altri millemila modi di programmare. E se devi imparare il PLC in ottica lavorativa, allora la via maestra è Siemens, almeno in Europa.
Ora, la azienda dove lavoro non farà statistica, lo ammetto, però io in più di venticinque anni di lavoro ho visto quasi esclusivamente Siemens, con qualche rarissima eccezione per Omron (ditta giapponese) e Rockwell (mercato americano e qualcosa qui in Italia, non ricordo se nel settore delle acque o del farmaceutico).
Altra eccezione è Bosch, che ha uniformato tutte le sue fabbriche ad usare un proprio prodotto interno, chiamato Opcon+, basato su PLC Beckhoff. Ma che si programma in modo molto particolare, secondo i loro standard.
Aggiungo: la programmazione PLC oggi è molto differente da quella di vent'anni fa. Altro che logiche. Con l'introduzione delle logiche dell'industria 4.0, ormai i PLC dipendono pesantemente da sistemi superiori (MES). Per cui si deve dedicare una gran parte dello sviluppo alla comunicazione con questi sistemi. Inoltre, si tende a programmare sistemi sempre più complessi dove l'approccio alla programmazione deve essere molto più strutturato, rispetto a quanto si faceva prima
La parte importante è tutto l'ecosistema che c'è intorno al PLC. Il programma è solo una parte e forse anche piccola.
Inoltre, ogni sistema ha le sue peculiarità che si riflettono inevitabilmente sullo stile della programmazione.
Ogni volta che scegli un sistema, ti porti dietro molte cose: il bus di campo di riferimento (profinet, ethercat, ethernet/ip, canopen, ...), l'ambiente di sviluppo con le mille particolarità, le procedure per configurare il PLC da zero, ecc...
Io provengo da Siemens e, attualmente, programmo in TwinCAT (Beckhoff). I due sistemi non potrebbero essere più differenti. Anche nello stile di programmazione.
In Siemens si programma essenzialmente in ladder o in AWL, in TwinCAT utilizziamo tantissimo il linguaggio SFC.
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Personalmente, (ma questo è un mio limite) non riesco a vedere la necessità di entrare nel mondo del PLC se non per lavoro. Al di fuori del mondo del lavoro ci sono altri millemila modi di programmare. E se devi imparare il PLC in ottica lavorativa, allora la via maestra è Siemens, almeno in Europa.
Ora, la azienda dove lavoro non farà statistica, lo ammetto, però io in più di venticinque anni di lavoro ho visto quasi esclusivamente Siemens, con qualche rarissima eccezione per Omron (ditta giapponese) e Rockwell (mercato americano e qualcosa qui in Italia, non ricordo se nel settore delle acque o del farmaceutico).
Altra eccezione è Bosch, che ha uniformato tutte le sue fabbriche ad usare un proprio prodotto interno, chiamato Opcon+, basato su PLC Beckhoff. Ma che si programma in modo molto particolare, secondo i loro standard.
Aggiungo: la programmazione PLC oggi è molto differente da quella di vent'anni fa. Altro che logiche. Con l'introduzione delle logiche dell'industria 4.0, ormai i PLC dipendono pesantemente da sistemi superiori (MES). Per cui si deve dedicare una gran parte dello sviluppo alla comunicazione con questi sistemi. Inoltre, si tende a programmare sistemi sempre più complessi dove l'approccio alla programmazione deve essere molto più strutturato, rispetto a quanto si faceva prima
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Re: PLC industriali
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Re: PLC industriali
L'ecosistema della Siemens è decisamente ostico.
L'ho sempre trovato molto confuso e, la nuova versione, TiaPortal, ancora di più.
Sicuramente è un sistema che richiede una buona dose di pazienza per imparare ad usarlo.
Se fai piccoli sistemi, io andrei su uno dei tanti produttori che utilizzano il Codesys come ambiente di sviluppo.
In passato avevo utilizzato delle teste intelligenti Wago e mi ero trovato molto bene.
In questo caso, il punto debole potrebbe essere il pannello operatore. Al tempo non c'era nulla di integrato da poter utilizzare. Non so adesso.
In ogni caso, c'è sempre la possibilità di rivolgersi a fornitori terzi che producono sistemi HMI (mi viene in mente Esa Automazione).
Di teste intelligenti Wago ne esistono molti modelli, io sceglierei una testa dotata di interfaccia Modbus TCP, che si interfaccia molto facilmente.
Il Codesys implementa abbastanza fedelmente lo standard IEC 61131 ed è molto semplice da programmare.
Hai anche esigenza di avere I/O distribuiti oppure puoi far convergere tutti gli I/O direttametne sul PLC?
L'ho sempre trovato molto confuso e, la nuova versione, TiaPortal, ancora di più.
Sicuramente è un sistema che richiede una buona dose di pazienza per imparare ad usarlo.
Se fai piccoli sistemi, io andrei su uno dei tanti produttori che utilizzano il Codesys come ambiente di sviluppo.
In passato avevo utilizzato delle teste intelligenti Wago e mi ero trovato molto bene.
In questo caso, il punto debole potrebbe essere il pannello operatore. Al tempo non c'era nulla di integrato da poter utilizzare. Non so adesso.
In ogni caso, c'è sempre la possibilità di rivolgersi a fornitori terzi che producono sistemi HMI (mi viene in mente Esa Automazione).
Di teste intelligenti Wago ne esistono molti modelli, io sceglierei una testa dotata di interfaccia Modbus TCP, che si interfaccia molto facilmente.
Il Codesys implementa abbastanza fedelmente lo standard IEC 61131 ed è molto semplice da programmare.
Hai anche esigenza di avere I/O distribuiti oppure puoi far convergere tutti gli I/O direttametne sul PLC?
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Re: PLC industriali
Fino ad ora ho sempre utilizzato Un unico PLC e relative espansioni sul quale convergono tutti gli I/O. Questo perchè non mi sono mai cimentato nella dislocazione di più unità indipendenti ma comunicanti tra loro. Sarebbe una opzione interessante per non cablare decine di metri di cavi quando non indispensabile.
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Re: PLC industriali
Oggi, il cablaggio distribuito è lo standard.
Nel mio caso: Profinet, IOLink nel mondo Siemens; EtherCAT nel mondo Bechoff/TwinCAT.
Nel mio caso: Profinet, IOLink nel mondo Siemens; EtherCAT nel mondo Bechoff/TwinCAT.
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Re: PLC industriali
Non conoscevo Codesys ma dopo aver cercato qualche info direi che si tratta di un sistema interessante. Inoltre considerando che è compatibile con diversi costruttori di plc è comodo imparare un unico software e utilizzare il plc che meglio si adatta al progetto che deve essere realizzato
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Re: PLC industriali
Si, si. Ti confermo che è abbastanza semplice.
Inoltre, ha una caratteristica molto interessante: la possibilità di programmare le macchine a stati attraverso una programmazione grafica chiamata SFC (Sequential Function Chart).
È fatta apposta per implementare macchine a stati e lo fa in modo egregio.
(Lo screenshot è preso dal TwinCAT, ma il concetto è analogo. Ad ogni ciclo viene ripetuto il codice contenuto in un blocchetto finché non diviene vera la condizione posta sotto il blocchetto; a quel punto, a partire dal ciclo successivo, verrà eseguito il codice contenuto all'interno del blocchetto successivo, e così via.
Esistono rami paralleli, come quello in figura, che vengono eseguiti contemporaneamente e rami alternativi (dove viene eseguito il primo ramo, a partire da sinistra, la cui condizione di transizione diventi vera.
Il codice all'interno del blocchetto può essere scritto in qualsiasi linguaggio del codesys (anche un'altra SFC!).
Inoltre, ha una caratteristica molto interessante: la possibilità di programmare le macchine a stati attraverso una programmazione grafica chiamata SFC (Sequential Function Chart).
È fatta apposta per implementare macchine a stati e lo fa in modo egregio.
(Lo screenshot è preso dal TwinCAT, ma il concetto è analogo. Ad ogni ciclo viene ripetuto il codice contenuto in un blocchetto finché non diviene vera la condizione posta sotto il blocchetto; a quel punto, a partire dal ciclo successivo, verrà eseguito il codice contenuto all'interno del blocchetto successivo, e così via.
Esistono rami paralleli, come quello in figura, che vengono eseguiti contemporaneamente e rami alternativi (dove viene eseguito il primo ramo, a partire da sinistra, la cui condizione di transizione diventi vera.
Il codice all'interno del blocchetto può essere scritto in qualsiasi linguaggio del codesys (anche un'altra SFC!).
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Re: PLC industriali
Nei prossimi giorni lo scarico e comincio a studiarlo. Vi aggiorno quando comincerò a capirci qualcosa. Intanto grazie
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